I tre livelli della domotica verso il 2020

Come si può strutturare un impianto domotico oggi? Quali sono le opzioni di chi deve costruire una nuova casa o ristrutturare la propria? Dal cablato al wireless dall’impianto con gateway a quello gestivo via web. Cosa scegliere?

La parola domotica porta alla mente del consumatore due aspetti, uno negativo ed un positivo. L’aspetto negativo è relativo ai costi perché nel passato “domotica” era sinonimo di impianti per lussuose ville e di sostanziosi preventivi da parte dei progettisti; l’altro aspetto è quello del confort che una automazione di alto livello della propria casa può portare.

Ovviamente sono da considerare anche i notevoli risparmi in termini di efficienza energetica ma questi possono essere raggiunti anche con una serie di interventi puntuali sugli impianti e generali sull’edificio: in questa ci interessa capire in quanti modi e a quali livelli si può creare un impianto domotico oggi per ridurre i costi ed aumentare il comfort diretto.

Analizziamo le tipologie di impianto a livello di struttura: la domotica del “secolo scorso” prevedeva un impianto pre-cablato con una serie di sensori, attuatori e relais collegati tra di loro attraverso dei cavi con un sistema a Bus, una centralina e dei costosi pannelli di controllo.

La domotica cablata tradizionale

richiedeva dunque un progetto ben preciso, redatto da un tecnico impiantista qualificato, messo in opera da un elettricista specializzato e che richiedeva canali e tagli murari, forature, predisposizioni e sopratutto una previsione esatta dell’utilzzazione della casa da parte del cliente. Ovviamente questo inibiva, visti i costi e l’impossibilità di tracciare un profilo esatto del cliente, di far crescere la domotica nelle case costruite in serie. In più l’utente in grado di supportare i costi si ritrovava con un impianto con grosse difficoltà ad adattarsi alle mutate condizioni d’uso dell’abitazione.

Che dire poi della programmazione di regole, scene, scenari complessi? Il tutto doveva essere demandato all’ennesimo tecnico specializzato con costi enormi e tempi di risposta di qualche giorno. Questo è vero ancora oggi anche se le aziende più avvedute stanno cercando di creare un mix tra integrazione di oggetti IOT che sia gestibile più facilmente.

La domotica con gateway wireless e strutturata

degli ultimi anni ha fatto grossi passi avanti sul lato dell’economicità delle soluzioni: con la diminuzione dei costi dei chip, con la possibilità di usare lo smartphone e il tablet come dispositivo di controllo, con l’arricchimento delle capacità dei gateway che usano molteplici protocolli wireless e l’interoperabilità con i componenti discreti che vedremo nel terzo livello i costi sono diminuiti e il confort e l’adattabilità aumentati.

I costi sono diminuiti perché oggi un buon gateway domotico di una azienda seria con un buon servizio cloud può costare dai 150 ai 300 Euro con punte di 500 euro e perché il 95% dei dispositivi installabili non richiede opere murarie e neppure l’intervento di un tecnico o elettricista specializzato. Oltre a questo, essendo la maggior parte di sensori e attuatori non cablati è possibile posizionarli in qualunque punto della casa anche in funzione delle mutevoli condizioni d’uso della stessa.

Nella domotica con Gateway ovviamente inseriamo sia I dispositivi che funzionano con protocollo wireless Z-wave che Zigbee e in qualche modo anche la soluzione Apple che usa come gateway Apple TV o un iPad per gestire le comunicazioni Bluetooth e Wi-Fi con Homekit.

I vantaggi di queste soluzioni sono sicuramente sul lato della gestione: i protocolli a basso consumo come Z-wave e Zigbee hanno maggiore efficienza energetica con gli apparecchi “a riposo”, migliore di soluzioni Bluetooth e assolutamente superiori a Wi-Fi e sopratutto hanno la possibilità di memorizzare in locale scene e automazioni senza dover ricorrere obbligatoriamente al collegamento cloud che può introdurre ritardi e possibili interruzioni.

La domotica senza gateway per componenti singole

è una terza alternativa che riguarda il mercato di consumo più recente. Gli apparecchi, perlopiù con un collegamento Wi-Fi alla router di casa, o attraverso Bluetooth allo smartphone o tablet funzionano da soli, direttamente o per funzioni più estese con un accesso diretto al Cloud dell’azienda produttrice oppure vengono sincronizzati con altri dispositivi attraverso i servizi via web: questo aumenta in maniera interessante la loro interoperabilità ma la fa dipendere fin troppo da una connessione internet.

Dall’altro lato l’utente è libero di scegliere il singolo prodotto che desidera magari in base a fattore estetici e particolari caratteristiche funzionali ma deve utilizzare singole applicazioni per singoli prodotti.

Se l’automazione della casa o dell’ufficio è limitata è una opzione conveniente ma appena il grado di complessità e di numero di apparecchi aumenta questa soluzione diventa limitante.

Quando i livelli si incontrano

Ovviamente una descrizione così sintetica non riesce a cogliere un mercato in continua evoluzione ma può aiutarci a capire o scegliere i prodotti nel chiave di una evoluzione del nostro impianto che si ricollega ai due ultimi livelli: dobbiamo pensare ad un impianto il più possibile aperto e “interoperabile”, in grado cioè di interfacciarsi anche direttamente con un grande numero di dispositivi con gateway e pure con quelli più interessanti che non lo utilizzano.

Per chi scrive l’impianto ottimale è quello che è in grado di mischiare un sistema con Gateway con accessori che non ne hanno bisogno: esempio un gateway Zipato con un termostato Nest, un gateway Fibaro con un termostato Netatmo, un Hub per l’illuminazione Philips Hue con un gateway Vera e così via. In questo modo sia che partiate dal terzo livello, scegliendo un dispositivo singolo con cui attrezzare la vostra casa, sia che scegliate un sistema wireless più articolato e vogliate espanderlo avrete sempre la possibilità di gestire un impianto integrato, comodo da usare ed efficiente sia sotto l’aspetto dei consumi che quello dell’operabilità.

L’importante è che nella vostra scelta teniate d’occhio la capacità, fin dall’inizio del singolo dispositivo di collaborare con altri dispositivi, di essere integrato in un impianto più grande, di essere programmabile in abbinamento ad altri soprattutto quando intravedete la possibilità di collaborazione per rendere la casa più comoda ed efficiente.

Nelle prossime settimane su Casaverdesmart vi offriremo quindi una panoramica e dei test dei gateway domotici che stiamo utilizzando da tantissimi mesi e delle loro capacità di espansione con periferiche sempre più potenti e integrate.